Vendere la multiproprietà: missione impossibile

Vendere la multiproprietà non sempre è facile, anzi, quasi impossibile, specialmente se parliamo di una struttura singola, indipendente, autogestita dai multiproprietari.
Vendere la multiproprietà è l’obiettivo principale del multiproprietario insoddisfatto, e purtroppo non è impresa semplice.

I fattori principali che rendono complicato vendere la multiproprietà di solito sono:

  • costi di gestione annuali
  • periodo di bassa stagione poco apetibile
  • posizione della località e possibilità di raggiungerla
  • diffidenza nei confronti della “multiproprietà”
  • poco mercato in caso di necessità di vendere

Perchè un multiproprietario diventa insoddisfatto dell’acquisto?

Multiproprietà e Covid-19 e riaperture (parte 2)

Con la campagna vaccinale in corso ed in vista delle riaperture per la stagione estiva 2021 anche le strutture in multiproprietà si stanno adeguando.
Nel 2020 compagnie come RCI, che si occupa dello scambio dei periodi di multiproprietà, hanno facilitato la cancellazione delle prenotazioni 2020 e riproposto dei cambi per il 2021.

Se da una parte le chiusure delle strutture per via delle misure anticovid e dei lockdown hanno ridotto drasticamente le spese, comunque delle spese vanno corrisposte per l’anno 2020 e per parte del 2021, sperando che l’epidemia di covid-19 sia sotto controllo e che le campagne vaccinali ci consentano di tornare a viaggiare come prima.

Salvo disposizioni di legge particolari, le tasse sull’immobile restano da pagare, così come le spese amministrative, magari in misura ridotta, e le spese di manutenzione ordinaria e vigilanza della struttura.

Le riaperture poi risentono delle normative locali e di quelle nazionali, per cui le varie normative regionali italiane devono essere verificate, così come le normative europee e quelle dei paesi extra europei.
La mancanza di una riapertura comunue a tutti i paesi, ma in base alle condizioni geografiche, pone non pochi problemi per la gestione della multiproprietà, oltre alle “normali” difficoltà che l’industria del turismo sta sperimentando.

Ecco alcune delle possibili restrizioni o regole da seguire in epoca COVID-19

  • Misurazione della temperatura
  • Obbligo mascherina
  • Distanziamento sociale di 1 o 2 metri a seconda del paese
  • Lavaggio delle mani
  • Protocolli di sanificazione delle aree comuni
  • Test covid presso la struttura o da eseguire entro 48 ore dall’arrivo
  • Green Pass Europeo o Passaporto Vaccinale
  • Obbligo di quarantena all’arrivo a al rientro (per paesi esteri, non Italia)
  • Alcune aree o servizi accessori potrebbero non essere disponibili o regolati in maniera diversa, come ad esempio il ristorante chiuso con servizio in camera sostitutivo

Il multiproprietario insoddisfatto…

Identikit del multiproprietario insoddisfatto

Nel mondo della multiproprietà ci sono due tipi di multiproprietario: quello soddisfatto e quello insoddisfatto.

Quello soddisfatto è talmente contento che è molto probabile abbia più di una multiproprietà e sia esperto del sistema di scambio della multiproprietà per cui riesce a trarre vantaggio dal proprio acquisto, perché conosce bene la località, la stagionalità e soprattutto sa utilizzare le sue multiproprietà, per cui o riesce a godersela in prima persona oppure la utilizza per andare in altri luoghi attraverso lo scambio dei periodi.

Nella mia esperienza ho anche incontrato multiproprietari che, pur avendo un immobile di proprietà nella località, hanno acquistato delle settimane in multiproprietà nella stessa località per alloggiare i figli, nel frattempo cresciuti e con famiglia a loro volta, dato che i prezzi degli immobili sono divenuti molto alti. Famiglie di 4 persone che nel frattempo sono diventate magari 10 persone, per cui tutti nella stessa casa non c’entrano, oppure è scomodo.

E il multiproprietario insoddisfatto?

Una delle principali cause dell’insoddisfazione del multiproprietario è l’acquisto di un periodo errato o di bassa stagione. Il multiproprietario insoddisfatto si ritrova tra le mani un diritto di godimento quando la località è praticamente deserta perché fuori stagione turistica, vuoi per una semplice questione di date o addirittura di condizioni meteo avverse.
Il caso estremo si ha quando anche i residenti sono pochi ed i servizi vari sono diminuiti o del tutto assenti: esercizi commerciali aperti solo in numero essenziale, la maggior parte dei servizi di ristoro sono chiusi e, soprattutto, anche le attività ricreative o le attrazioni turistiche sono ferme. Pensiamo a una località invernale senza impianti aperti, oppure ad una settimana al mare a fine stagione quando il bel tempo non è garantito.

Chi è responsabile del periodo errato?
La responsabilità principale solitamente è del costruttore che ha ben pensato di creare un calendario lungo per vendere più periodi possibili.
Più periodi vendibili, vuol dire un maggiore guadagno, considerando il fatto che comunque vada il prezzo al metro quadrato di una multiproprietà è di gran lunga superiore rispetto ad un immobile (sempre che si siano immobili sul mercato, in quella località).
A seguire il secondo responsabilità è l’addetto alle vendite, che percependo una commissione, ha tutto l’interesse a far firmare un contratto più corposo possibile, delle volte con tecniche persuasive di marketing e non sempre trasparenti.
Solitamente l’abile venditore riesce a vendere un buon periodo assieme ad uno meno appetibile che viene presentato magari con un forte sconto di listino.
E poi, anche se non è facile sentirselo dire, c’è la responsabilità dell’acquirente.
Ebbene si, anche l’acquirente può incorrere in un incauto acquisto, o trasportato dall’emotività della soluzione economica della multiproprietà.

Attenzione, però: esistono delle località in cui è possibile andare tutto l’anno, per cui anche nel periodo di bassa stagione si può fare una vacanza soddisfacente, specialmente se la struttura offre tutta una serie di attività al proprio interno e si decide di trascorrere il periodo di vacanza all’interno della stessa.

Multiproprietà e Covid-19 e riaperture (parte 1)

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Il Covid-19 ha avuto un forte impatto anche nel mondo della multiproprietà. Tralasciando i disagi dovuti ai vari lockdown non solo nazionali, ma anche internazionali, adesso, nel 2021, bisogna gestire le riaperture e le scelte dei gestori o dei proprietari.

I multiproprietari si sono dovuti adeguare prima di tutto alle disposizioni di legge ed alle scelte dell’amministrazione o del gestore della multiproprietà. Le disposizioni di legge delle località hanno determinato le chiusure della multiproprietà nel 2020 ed in parte del 2021. Poi ci sono state le aperture parziali che hanno obbligato i gestori e le amministrazione a fare delle scelte, sia in termini di aperture secondo le normative vigenti, ma anche di restare chiusi.

Restare chiusi, anche se la normativa vigente permette la riapertura, non sempre è stata una scelta dei multiproprietari. Se la multiproprietà è piccola e gestita in autonomia, non è detto che i multiproprietari abbiano avuto modo di svolgereun’assemblea per deliberare in merito. Se invece la multiproprietà è all’interno di un circuito di più strutture o di una grande organizzazione internazionale le scelte sono tutte dell’amministrazione.

In caso di riapertura, il multiproprietario deve comunque rispettare condizioni di viaggio, possibili requisiti di tampone Covid-19 negativo, obblighi vaccinali, quarantene, nonchè possibili interruzioni di alcuni servizi, non potendo la struttura garantire le disposizioni sanitarie o essendoci divieti specifici.

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